Il festival

LA 20a EDIZIONE

L’11 settembre, le dimissioni di un papa, le novità di Francesco, l’era social e la online religion, i movimenti di popoli e i processi di diaspora, la crescente pluralità religiosa come parte della nuova “super-diversità”: sono solo alcuni dei fatti e dei processi che negli ultimi decenni hanno radicalmente rinnovato il rapporto tra religioni e società, trovando eco e talvolta impulso nel mondo del cinema, esso pure oggetto di epocali trasformazioni.
Il 20° compleanno di Religion Today diventa così, necessariamente, l’occasione per ripercorrere i “venti anni che hanno cambiato il mondo” e rivoluzionato le nostre vite nel contesto della postsecolarizzazione e del “ritorno del sacro”; e per considerare, al contempo, la ricchezza delle soluzioni con cui le diverse cinematografie del mondo hanno interpretato e interpretano queste dinamiche, attraversando la complessità del nostro presente.
Con 41 film da 28 paesi del mondo, selezionati tra oltre 400 iscrizioni, il concorso cinematografico propone un viaggio più che mai articolato nella diversità di culti, credenze, culture, visioni del mondo, ma anche di stili, linguaggi, codici espressivi, commentati in sala in dialogo con gli autori e con esperti coinvolti anche grazie alla rete sempre più fitta delle collaborazioni.
In parallelo si sviluppa il calendario degli incontri, con un appuntamento fisso nel preserale che al contributo di registi e critici cinematografici alterna quello di giornalisti, scienziati sociali e leader religiosi, come anche la voce dei fondatori e dei protagonisti delle prime edizioni di Religion Today.
Accanto alla riflessione ineludibile sulla violenza religiosa, resta portante l’impegno sulle migrazioni, sfida del nostro tempo alla quale sono dedicati anche i momenti di spettacolo dal vivo proposti, in una logica di e contaminazione, in apertura e chiusura del Festival.
Al lancio della retrospettiva “Venti anni in venti film”, si aggiungono infine le novità di una conferenza internazionale dei direttori di festival di cinema spirituale e di un “gemellaggio” culturale con la Catalogna; Trento diventa così il teatro di una riflessione di portata transnazionale sul rapporto tra autonomia, politica, diritto, cultura e governance della diversità religiosa.